Warren Buffett parla di bolla dell’intelligenza artificiale, accumula 373 miliardi di dollari di liquidità con Berkshire Hathaway e continua a vendere azioni per il tredicesimo trimestre consecutivo, mentre Jamie Dimon lancia l’allarme su 5.000 miliardi di dollari di credito potenzialmente a rischio tra private equity, leveraged loans e high yield. Sullo sfondo ci sono inflazione ancora ostinata, debito pubblico americano fuori scala, tassi elevati, valutazioni tirate e un mercato che continua a inseguire l’hype AI senza guardare abbastanza ai fondamentali. Eppure gli smart money non stanno semplicemente scappando: dai 13F filings del Q4 2025 emerge una strategia molto più precisa, fatta di vendite selettive su tech sopravvalutato e consumer discrezionale, grandi riserve di cash, acquisti mirati su infrastruttura AI, semiconduttori, energia, healthcare e oro. Da Warren Buffett a Ray Dalio, da Bill Ackman a Stanley Druckenmiller, da David Tepper a Michael Burry, fino a Greg Abel, Bridgewater, Berkshire Hathaway e ai grandi fondi istituzionali, il punto non è prevedere il prossimo crash ma capire dove si stanno spostando davvero i capitali intelligenti. Micron, Meta, Amazon, Eli Lilly, GE Vernova, Bloom Energy, oro, minerarie aurifere, private credit, Fed, recessione, debito USA, inflazione e valutazioni azionarie si intrecciano in una lettura macro e finanziaria utile per chi vuole proteggere il portafoglio, ridurre la fragilità degli investimenti e capire come posizionarsi in uno dei contesti di mercato più complessi degli ultimi anni.
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