Per cinquant'anni Massimo Lugli ha seguito per Repubblica e altri quotidiani i principali casi di cronaca nera italiana, incontrando investigatori, magistrati, ...
Roma, 1° giugno 1983: in viale Spartaco, nel quartiere Tuscolano, una donna di 67 anni viene sfregiata da uno sconosciuto che le procura una ferita sul volto e scappa. Poco dopo l’uomo colpisce ancora, stavolta la vittima è un settantenne. Polizia e giornali cominciano a interessarsi al caso, l’aggressore viene soprannominato “Jack Lametta“. Dopo altri colpi e altre vittime, si costituiscono le ronde per controllare il territorio. A indagare viene chiamato il magistrato Luciano Infelisi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
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27:09
Il maniaco del rasoio: Jack Lametta - Seconda parte
Roma è sotto scacco del maniaco, nelle famiglie si consiglia di non uscire di casa. Il quotidiano “Paese sera“ chiede a Massimo Lugli di dare vita a una recita, attirando su di sé i sospetti di essere Jack per studiare le reazioni della gente. Il maniaco continua a colpire, manda rivendicazioni. Poi, improvvisamente, le sue azioni si interrompono. Dodici anni dopo, sempre a Roma, avverranno altri episodi che ricorderanno quelli del 1983: semplice emulazione oppure Jack è tornato?See omnystudio.com/listener for privacy information.
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29:56
Fuoco amico: Nicola Calipari - Prima parte
Barbara Schiavulli è una giornalista freelance. I primi di febbraio del 2005, insieme all’amica e collega del Manifesto, Giuliana Sgrena, raggiunge Bagdad per seguire le elezioni dell’Assemblea che dovrà scrivere la nuova costituzione irachena dopo la caduta di Saddam Hussein. Il mattino del 5 febbraio le due reporter dovrebbero andare insieme alla Moschea Al Moustaph, dove hanno trovato rifugio diversi profughi. Barbara però resta in albergo. In quell’occasione Giuliana Sgrena viene rapita da un gruppo islamista. Nicola Calipari sta andando in settimana bianca con la famiglia, quando viene a sapere del sequestro. Sa che è lui, per il Sismi, i servizi segreti militari, che dovrà occuparsene, così come si è occupato delle quattro guardie di sicurezza sequestrate l’anno precedente - tra cui Fabrizio Quattrocchi che verrà ucciso - e di Simona Pari e Simona Torretta, due operatrici umanitarie. Ma chi è Nicola Calipari? Massimo Lugli, amico sin dai tempi in cui l’agente era in servizio alla Questura di Roma, ce lo racconta. See omnystudio.com/listener for privacy information.
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40:12
Fuoco amico: Nicola Calipari - Seconda parte
Nicola Calipari, insieme al collega Andrea Carpani, vola a Bagdad. La trattativa per la liberazione di Giuliana Sgrena è andata a buon fine. Su una Toyota Corolla i due seguono le indicazioni dei rapitori e in una strada isolata trovano la giornalista del Manifesto: è stata lasciata in una macchina. L’obiettivo adesso è mettere in salvo l’ostaggio. L’auto percorre le vie di Bagdad, deve raggiungere l’aeroporto. Ma a un passo dalla meta, sulla pericolosissima Route Irish, si imbatte nei soldati americani che presidiano un posto di blocco in attesa dell’arrivo dell’ambasciatore Usa, John Negroponte. Mario Lozano, un soldato di 35 anni, spara e colpisce Calipari che muore poco dopo. La doppia notizia dell liberazione di Sgrena e morte di Calipari viene data agli italiani da Paolo Bonolis nel corso della penultima serata del Festival di Sanremo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
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18:16
Fuoco amico: Nicola Calipari - Terza parte
Com’è morto, Nicola Calipari? Per capirlo nascono commissioni e inchieste: i magistrati americani difendono l’operato dei soldati statunitensi, i periti della procura di Roma hanno un’idea diversa. Nicola Firrao, uno degli esperti nominati dai magistrati italiani, racconta la dinamica dell’attacco evidenziando le responsabilità americane. Ma le domande non finiscono qui, ce n’è un’altra. Fondamentale. La Toyota Corolla non era scortata, come da prassi. Perché ha raggiunto l’aeroporto di Bagdad senza fare sosta all’ambasciata italiana, da dove Calipari, Sgrena e Carpani sarebbero potuti ripartire scortati dai carabinieri del Tuscania?See omnystudio.com/listener for privacy information.
Per cinquant'anni Massimo Lugli ha seguito per Repubblica e altri quotidiani i principali casi di cronaca nera italiana, incontrando investigatori, magistrati, avvocati e familiari delle vittime. Antonio Iovane ha realizzato podcast che raccontano alcuni dei delitti più noti della storia d'Italia. Cosa succede nelle redazioni dei giornali quando arriva la notizia di un delitto?
Come si muove un giornalista davanti a un omicidio? Insieme a voi, Iovane e Lugli torneranno sui luoghi del delitto, per ricostruire indagini, errori e tutto il dietro le quinte della ricerca dei colpevoli e del racconto giornalistico. Il 20 di ogni mese, una nuova storia da ascoltare.