È capitato a tutti di sentire i genitori utilizzare il cibo per la gestione dei figli, ad esempio “se fai il bravo ti compro il gelato”, “se piangi non ti compro le patatine”. Sembra un approccio “innocente” in quanto comune. Tuttavia apre la strada a problemi concreti. Un recente studio ha esaminato l'impatto di quelle che sono a tutti gli effetti pratiche alimentari coercitive dei genitori sulla regolazione emotiva e sul comportamento alimentare dei bambini in età prescolare.
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Allenarsi a digiuno aiuta a bruciare i grassi?
Tra gli appassionati di fitness e perdita di peso, l’idea che l’esercizio aerobico a stomaco vuoto possa accelerare la perdita di grasso è molto diffusa. Questo concetto si basa sulla logica che, in assenza di cibo, il corpo attinga più efficacemente alle riserve di grasso per ottenere energia. Tuttavia, un’analisi più approfondita della letteratura scientifica rivela che questa pratica è estremamente più complessa e merita delle specifiche precisazioni.
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Cibi ultraprocessati e salute metabolica
Il legame tra il consumo di cibi ultra-processati e la salute metabolica evidenzia nuove criticità, grazie a un recente studio, che segnala come questi alimenti influenzino il rischio di obesità e la salute metabolica. I cibi ultra processati favoriscono l’obesità malsana perché oltre a indurre un'eccessiva assunzione calorica, alterano il metabolismo attraverso l'infiammazione, la resistenza all'insulina e la disfunzione lipidica.
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L'amore del cervello per le calorie
Secondo uno studio di recente pubblicazione, gli alimenti più calorici sono preferiti a prescindere dal loro gusto e consistenza. Mangiare invia al cervello segnali con informazioni sul contenuto energetico di un alimento, che possono influenzare le preferenze alimentari indipendentemente dal sapore. Le persone possono per altro avere alterazioni nelle aree del cervello in cui viene rilasciata la dopamina, il che può indurre a mangiare per gratificazione e a preferire cibi ad alto contenuto energetico, ricchi di grassi e zuccheri.
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Più allenati, più intelligenti (o quasi).
Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’University College di Londra, l'effetto positivo a breve termine che il nostro cervello ottiene dopo aver fatto esercizio fisico persiste più a lungo del previsto. Se analizziamo studi altamente specifici, rinveniamo inoltre che le attività ad alta intensità rispondono in modo estremamente efficace. Nel breve termine, l'esercizio fisico aumenta il flusso sanguigno al cervello e stimola il rilascio di neurotrasmettitori come la noradrenalina e la dopamina, che favoriscono una serie di funzioni cognitive.